
Sembra che la Volkswagen stia valutando l’ingresso nel Circus come fornitore di motori, in un futuro non troppo lontano. Lo ammette Hans-Joachin Stuck, responsabile dell’attività sportiva del gruppo tedesco, che dice: “Se sei il più grande costruttore del mondo è naturale pensarci. Ma non prima del 2012“. La Formula 1, nonostante gli scandali degli ultimi anni, resta infatti la vetrina migliore dello sport automobilistico. Il Circus esprime il valore di una sfida estrema, in un quadro di enorme visibilità mediatica. Ecco perché suscita sempre un forte interesse.
Gli abbandoni sono stati il frutto della crisi economica o dei pessimi risultati, non certo dalla scarsa copertura della disciplina. Questo a dispetto di sciagurate scelte, i cui effetti non hanno pregiudicato in modo irreversibile lo scenario. Certo, lo share è in calo, ma non al punto da cambiare l’appeal della serie: chi vuol promuovere la propria immagine continua a guardare con interesse al canale dei Gran Premi. In fondo è qui che si ha il maggior seguito su scala mondiale.
A tenere d’occhio la categoria sono sempre in tanti. Qualcuno compie il grande passo, altri stanno alla finestra, in attesa di condizioni più idonee all’eventuale ingresso. In questa compagnia c’è pure il Gruppo Volkswagen. L’amministratore delegato di Audi Singapore Reinhold Carl era stato chiaro nei mesi scorsi: “Saremmo interessati a un eventuale ingresso in Formula 1, ma solo se verrà applicata una politica volta al contenimento delle spese perché, attualmente, per essere competitivi, bisogna mettere in conto un investimento di circa 100 milioni di euro. Se dovessero scendere i costi, la categoria sarebbe più gestibile“.
L’adesione al Circus presenta rischi molto forti, che meritano di essere ponderati adeguatamente: un flop può costare caro, sia sul piano finanziario che su quello dell’immagine. Evidentemente dalle parti di Wolfsburg sono sicuri del fatto loro, agevolati dal fatto di compiere il passo come “semplici” fornitori. Stuck elogia la politica di contenimento dei costi e pensa che questa possa avere effetti benefici sul futuro della disciplina. Anche l’arrivo di Jean Todt ai vertici della Fia, secondo alcuni, potrebbe avere felici implicazioni, per la speranza di uno nuovo slancio strategico. In attesa dell’ipotetico debutto, resta da valutare positivamente l’interesse del gruppo tedesco.
Via | Eurosport.com