I cugini di Autoblog ci informano che la produzione della Dodge Viper verrà interrotta il prossimo mese di luglio, nel quadro del nuovo piano industriale messo a punto dalla Fiat per il gruppo Chrysler. Prima che venga staccata la spina, però, nascerà una serie speciale di 500 esemplari, per celebrare al meglio il congedo. Poi gli sforzi si concentreranno sulla sua erede, legata al gusto e alla tecnologia italiana. In attesa della nuova belva, vogliamo ricordare la versione uscente.
Basta guardarla per capire di che pasta è fatta. Perché la Viper ostenta dei muscoli degni del suo carattere, perfettamente allineato alla tradizione americana. Nell’opera suprema di Dodge le note tipiche delle muscle-car d’oltreoceano sono magnificamente interpretate, facendone l’icona di quella cultura motoristica. Il cofano, lungo e cattivo, annuncia al mondo le sue intenzioni, confermate dal mastodontico 10 cilindri in alluminio da 8.3 litri, pronto a concedersi con grande generosità .
Questo cuore è più evoluto rispetto ai classici “aste e bilancieri” della scuola a stelle strisce, ma l’elevata cubatura e la vulcanica coppia hanno un marchio unico, che profuma del mondo scoperto da Colombo. La potenza specifica non lascia a bocca aperta, ma i 510 cavalli a 5.600 giri si fanno sentire con forza. A qualsiasi regime si hanno delle riprese pronte e vigorose, a prescindere dalla marcia inserita. Anche l’accelerazione si manifesta con impeto, come raccontano i 3”9 necessari per raggiungere i 100 km/h.
L’approccio genuino rende esplosiva la manifestazione della verve, consentendo ripetute oscillazioni della coda. Nei percorsi sinuosi si può giocare con i sovrasterzi, anche se è la pista lo scenario più idoneo per tentare di domare questo purosangue imbizzarrito, sempre che se ne sia capaci. La velocità di punta tocca i 314 km/h, ma non è il limite estremo a regalare le soddisfazioni migliori.
Sono le strade larghe e scorrevoli il suo terreno d’elezione, da assaporare ascoltando il battito del metallo pulsante. L’ampio utilizzo di materiali avanzati, come resina e compositi, rende leggera la carrozzeria che, nel model year 2008, si presenta con spoiler e prese d’aria maggiorate. Questo step, ancora più cattivo, non è ancora arrivato in Italia, ma l’attesa tra gli appassionati è palpabile. La cilindrata è cresciuta a 8.4 litri, mentre la potenza ha raggiunto la soglia dei 600 cavalli.
Il nuovo propulsore, ora dotato di valvole a fasatura variabile, esprime una coppia massima di 760 Nm, efficacemente distribuiti nell’arco di utilizzo, grazie alla nuova gestione elettronica. Il livello prestazionale è ancora più devastante, come lascia intendere l’unico dato diffuso: per raggiungere i 160 e fermarsi sono necessari soli 12 secondi.
Questo risultato è agevolato dall’impianto frenante della Brembo, dotato di nuovi dischi da 14 pollici, che consentono arresti perentori. Per avere un’idea della loro capacità di contrasto è sufficiente dire che da 100 km/h bastano meno di 30 metri per fermarsi. Il cambio a sei marce non cede alla tentazione degli elettroattuati, per preservare la vocazione old style voluta dagli autori.
Del resto è l’approccio spontaneo ad aver costruito l’immagine di questo oggetto di culto. Fra le migliorie apportate c’è una diversa taratura delle sospensioni, che rifinisce la guidabilità . La Viper è disponibile sia in versione roadster che coupé. In entrambi i casi il look è travolgente, come è giusto che sia per un mezzo speciale, sempre pronto a catturare gli sguardi.